La vendemmia valtellinese nel 2022 vola in alto. Per la qualità delle uve raccolte, ma anche per la scelta sempre più radicale di utilizzare gli elicotteri per portare a valle i grappoli raccolti alle quote più alte e difficili da raggiungere con i mezzi tradizionali. Una scelta che, negli ultimi anni, sta diventando sempre più conveniente per la maggioranza dei viticoltori della provincia di Sondrio.
Le uve ora sono scese tutte a terra, ma la campagna non è ultimata del tutto: sui graticci, infatti, riposano i grappoli ora in appassimento per lo Sfursat. Quella del 2022 è stata una vendemmia indiscutibilmente buona, con risultati che smentiscono i pronostici e i timori dopo un'annata che, anche qui, è stata di grande siccità.
La pioggia d'autunno, infatti, ha colto il momento giusto per cadere e dare sollievo alle uve, intervallandosi al sole che ha accompagnato i vigneti fino alla raccolta: un perfetto equilibrio che posto le giuste basi per il gran finale del mese di ottobre con il taglio delle uve Nebbiolo da cui si producono il celebre Sfursat e gli altri vini di punta della provincia più a nord della Lombardia.
Le uve maturano sui piccoli appezzamenti determinati dai muretti a secco che sfidano le asperità del versante nord, strettamente collegati alla storia dell'uomo e della conquista agricola di Valtellina e Valchiavenna dove il vitigno Nebbiolo prende, appunto, il nome di Chiavennasca: su questi terrazzamenti, alcuni dei quali antichi di migliaia di anni, le popolazioni di queste terre hanno sempre fatto agricoltura, in perfetta e difficile simbiosi con la montagna.
L'elicottero è divenuto l'altro elemento affascinante e caratteristico della vendemmia alpina in provincia di Sondrio, che coniuga la storicità della viticoltura a terrazze a una visione moderna dettata da praticità e necessità: per molti produttori, infatti, diventa sempre più importante ricorrervi, e vantaggioso attendere che sia il cielo a consegnare i cassoni colmi d'uva riempiti dai vendemmiatori con i grappoli raccolti alle quote più alte, che sfiorano gli 800 metri. Tutto avviene in pochi minuti, solitamente prima del tramonto: l'elicottero spunta veloce dalle montagne, aggancia i bins (ognuno del peso di circa 50 quintali) e in una manciata di minuti, e su più viaggi, il frutto di vigne intere è portato a terra. Un'operazione che, manualmente, avrebbe richiesto giorni interi e che si svolge in uno scenario da favola, con i mezzi aerei che sfrecciano sulla quinta di scena delle Alpi che si confondono con i vigneti più in quota.
Il Nebbiolo è coltivato nel 90% circa degli 820 ettari di vigneto valtellinese che corrono in prevalenza sul versante retico, con qualche appezzamento rimasto in produzione anche su quello orobico: vigneti eroici, spesso lavorati con l'utilizzo di teleferiche e motocarriole, dovo sono tuttora impiantati anche vitigni minori ma autoctoni come la Rossola, la Pignola e la Brugnola, oltre a quelli non tradizionali di Sauvignon, Chardonnay, Pinot, Merlot e vitigni resistenti.
L'elicottero che vola sulle vigne del produttore Alberto Marsetti, a Nord dell'abitato di Sondrio, tra le ultime a essere vendemmiate marca l'inizio del gran finale alla vendemmia 2022, ultimata anche dagli ultimi produttori entro i dieci giorni di novembre: i quantitativi raccolti sono in calo (tra il 15% e il 20% in meno) ma il tenore zuccherino è perfetto e la vendemmia si può già definire da manuale, pronta a dare vini con una gradazione alcolica tra i 13 e i 14%, l'ideale quando si parla dei Nebbioli che nascono e maturano qui. E dire che, dopo una primavera siccitosa, i produttori avevano temuto il peggio: tutto si è recuperato nei quindici giorni decisivi a cavallo tra settembre e ottobre, con la pioggia scesa al momento giusto e una giusta escursione termica, tra giornate calde e notti più fresche. Una volta terminato l'appassimento sarà uno Sfursat da consegnare agli annali, quindi, che ben si è meritato un viaggio esclusivo in elicottero, a volo radente sulle sue montagne.