“Dopo due anni di assenza, Vinitaly ritorna alla sua collocazione originale, con un quadro espositivo che lo riporta idealmente alle edizioni pre-pandemia. Un risultato non scontato che conferma la centralità della manifestazione soprattutto per sostenere le piccole e medie imprese del settore”. Maurizio Danese, presidente di Veronafiere legge così i numeri dell'edizione numero 54 di Vinitaly che si svolgerà a Verona dal 10 al 13 aprile. E poi ci sono oltre 700 top buyer da 50 stati con una forte presenza del Nord America e il debutto del continente africano. Il settore, dunque, riparte ma lo fa tenendo conto del quadro di incertezza a livello internazionale a causa della guerra scatenata dalla Russia – assente dalla manifestazione - che sta spingendo milioni di ucraini a lasciare il loro paese.
“Anche Vinitaly farà la sua parte - annuncia il direttore generale Giovanni Manovani – e destineremo gli incassi derivanti dali wine tasting e dalle masterclass a sostegno delle iniziative di accoglienza”. E il ministro dell'Agricoltura, Stefano Patuanelli, annuncia il sostegno per ri-orientare la promozione per le aziende che esportano verso Mosca e Kiev e promette che il governo Draghi farà di tutto “perché si escluda il Nutriscore a livello di etichettatura come proposto dalla Commissione. Non c'e' nessun motivo per accettare un sistema di condizionamento del mercato che non é un elemento informativo ma di distorsione del mercato e condizionamento”.
Questo, però, è il futuro. Il presente lo racconta il report dell'Osservatorio Nomisma sul mondo del vino che mette in evidenza come lo consumino nove italiani su dieci “in aumento rispetto al periodo pre-Covid”. E a Verona troveranno spazio anche le nuove tendenze di consumo; oltre all’area del "quarto colore del vino" sugli Orange wine, ci sarà anche una nuova sezione riservata alle produzioni di nicchia a tiratura limitata e di altissima qualità mentre negli Organic Hall ci sarà più spazio per l’offerta di Vinitaly Bio e della Mixology, che dopo il numero zero di ottobre 2021, debutta ufficialmente con un proprio format.
L'edizione numero 54 della fiera internazionale del vino è anche un ponte verso il futuro perché servirà per testare la risposta degli amanti del vino alla decisione di spostare gli eventi aperti al pubblico generalista nel cuore di Verona. E dalla prossima edizione, annuncia Mantovani, punteremo a valorizzare la “crescita internazionale e il perfezionamento qualitativo dei buyer e ci sarà un'ulteriore riduzione selettiva di wine lover in fiera con una maggior diffusione degli strumenti online in favore del b2b”. Senza dimenticare un “miglior adeguamento dei servizi logistici della città che resta - a detta degli espositori – resta un valore aggiunto imprescindibile per la manifestazione”.