Panettone e Pandoro o Struffoli e Cartellate? La classifica dei dolci natalizi regionali più cercati online
Da nord a sud, le feste natalizie hanno tradizioni gustose e zuccherose. Abbiamo esplorato il web per scoprire quali sono le prelibatezze più popolari: dal Panettone milanese (che permane granitico al primo posto) ai deliziosi Bocconotti d'Abruzzo che, come dice il nome, si mangiano in un sol boccone
di Eleonora Cozzella
Aggiornato alle 6 minuti di lettura
Il torrone, simbolo di Cremona, il panettone, bandiera milanese, i colorati struffoli napoletani, lo speziato panforte senese, i mostaccioli ricoperti al cioccolato. Sempre più golosità natalizie arrivano in mercati e pasticcerie, un trionfo di miele, canditi, frutta secca. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. E online si prende posizione. Ma quali sono i dolci di Natale più popolari quest’anno? Ecco la classifica, elaborata prendendo in esame il numero di ricerche medie mensili sui motori di ricerca e i post taggati con i relativi hashtag su Instagram, elaborati in collaborazione con Holidu, il sito di riferimento di chi cerca case vacanza.
1. Panettone - Lombardia
Con 635 mila menzioni su Instagram (più le 113 mila che specificano #panettoneartigianale) e 54 milioni di pagine dalla ricerca su Google, il Panettone si conferma il dolce natalizio per eccellenza, battendo ancora una volta lo storico rivale, il Pandoro, stabile però in seconda posizione.
Diffuso e amato ben oltre i confini italiani (e considerato una tipicità anche in Perù, Argentina, Uruguay), è originario di Milano, da dove si è diffuso in tutta la Penisola e all’estero. A pasta lievitata e soffice, ricco di uova e burro con uvetta, cedro e scorza d’arancia canditi. Secondo la leggenda il primo artista del panettone sarebbe stato il giovane Toni (da qui il nome di "pan de Toni", storpiato nei secoli a venire), garzone nelle cucine di Lodovico il Moro, considerate tra le migliori del Seicento. Di certo in quel periodo storico acquista le caratteristiche con cui lo conosciamo ancora oggi, evoluzione dei pani dolci delle feste, arricchiti e farciti di prodotti preziosi.
Con la sua base cilindrica e la tipica cupola, soffice e profumato, diventa un vero capolavoro nelle mani degli artigiani che usano materia prima d’eccellenza e osservano speciali tempi e temperature di lievitazione. Non a caso quest’anno per la prima volta il panettone artigianale ha superato quello industriale con una proposta che arriva a coprire il 52% del valore del comparto. Secondo un’indagine CsmBakery Solutions con Nielsen, fra i nuovi acquirenti la fascia più rilevante è quella compresa tra i 25 e i 34 anni, residente per lo più nel centro Italia.
2. Pandoro - Veneto
Il tipico dolce tipico di Verona deve il suo nome al caratteristico colore giallo oro – “pan de oro” appunto – che deriva dall’abbondanza di uova e burro nell’impasto. L’origine è legata a due tradizioni che in qualche modo confluiscono insieme: da un lato il dolce familiare detto “nadalin”, dall’altro la specialità a forma conica che sulle tavole patrizie della repubblica veneta era ricoperto da sottilissime lamine d’oro zecchino. E infatti era servito presso le tavole dei ricchi veneziani. Il suo essere prezioso dipende anche dalla complessa tecnica di lavorazione, che lo rende ben più dell’alternativa per chi non ama canditi e uvetta.
Il pandoro, forte di una sua storia e identità, adorna la tavola degli italiani con la sua forma a stella, ed è particolarmente amato dai bambini per la generosa quantità di zucchero a velo che lo fa risplendere come se fosse innevato. Conquista la seconda posizione della classifica natalizia con oltre 168 mila menzioni su Instagram, che arrivano a 200 mila se si aggiungono gli hashtag #pandoroartigianale #pandorofarcito #pandorofattoincasa.
3. Torrone – Lombardia, Campania
Ingredienti base: miele, albumi montati, mandorle e/o nocciole (ma anche noci, pistacchi e altra frutta secca). Classici e rinomati quelli di Cremona, Alba, Siena, Benevento, i torroni abruzzesi, calabresi o i siciliani con pistacchio, ma anche quello sardo, di Tonara, incredibilmente morbido e cremoso. A Cremona i pasticcieri cominciarono a lavorarlo quasi 600 anni fa, quando - secondo la leggenda – fecero una sorpresa per le nozze di Bianca Maria Visconti con Francesco Sforza nel 1441. Ma già gli antichi romani amavano le prelibatezze a base di frutta secca e miele chiamate cupedie. Nome derivante secondo gli storici dall’arabo "qubbayta, qubbayta". In ogni caso a Natale non può mancare tra i dolci e riesce a soddisfare tutti i gusti, dalle diverse consistenze (friabile, croccante, morbido, fondente), nudo o ricoperto di cioccolato, magari ripieno al caffè o al pan di spagna.
4. Struffoli - Campania
Sono i più partenopei dei dolci insieme alla sfogliatella, alla pastiera e ai babà. Ad averli inventati però sarebbero stati i greci (e infatti chi conosce la pasticceria greca noterà la somiglianza) al tempo di Partenope. E dal greco deriverebbe il nome “struffolo”, dalla parola “strongoulos”, arrotondato. Sono palline di pasta fritte, ripassate nel miele, colorate con confettini di anice e diavoletti, arricchite di scorza d’arancia e cedro canditi. Morbide dentro e croccanti fuori, ogni singola pallina di pasta fritta – delle dimensioni di uno gnocchetto – è un piccolo capolavoro. E deve essere piccola perché così aumenta la superficie di pasta che entra in contatto col miele, e il sapore ne guadagna. La specialità è già citata in due trattati di cucina secenteschi, il Latini e il Nascia. In Umbria e in Abruzzo lo struffolo si chiama cicerchiata, perché le palline di pasta fritta legate col miele hanno la forma appunto delle cicerchie.
Panforte 5. Panforte - Toscana
Sentiamo spesso persone che odiano i canditi, ma chi li ama ha una passione seria, se panettone e panforte sono tra i dolci più desiderati a Natale. Il panforte, tipico di Siena, ne è una concentrazione. Erede dei "melatelli" dell’antica Roma (nome con cui si indicavano dolci molto semplici a base di farina, "acqua melata" e frutta), nel corso del Medioevo, sulle tavole dei nobili, i "melatelli" si arricchiscono di spezie che arrivano da Oriente e diventano fiori all'occhiello dei pasticceri di corte. Ed è soprattutto a Siena, florido centro di scambi commerciali e abili speziali, che acquista livelli d'eccellenza. A differenza di quanto si potrebbe supporre, il nome panforte non deriva dalla sua consistenza compatta ma dal fatto che la ricetta originale prevedeva frutta di stagione come fichi, arance, mele, uva. Poiché l'impasto non doveva risultare troppo secco, durante la cottura veniva lasciato un po' umido. Ma i pezzetti di frutta tendevano a fermentare, conferendo alla particolare focaccia un caratteristico sapore aspro, acido, ossia "forte". Per questo, oltre che per l'aumentata ricchezza che dava accesso a prodotti più pregiati, la frutta fresca sarà poi sostituita da quella candita. La ricetta tradizionale prevede 17 ingredienti, quante le contrade senesi.
6. Mustacciuoli o mostaccioli - Campania
Questi golosi dolci campani si sono aggiudicati un ottimo piazzamento in classifica, che ne testimonia il radicamento nelle tradizioni partenopee. Ricoperti da una gustosa glassa di cioccolato, i mustacciuoli hanno un'inconfondibile forma a rombo e sono ricchi di noci, mandorle, uva passa, miele e fichi secchi, di consistenza compatta ma morbida. Il nome deriverebbe “mustaceum”, che in latino indicava una speciale focaccia dolce preparata con il mosto d’uva. La prelibatezza veniva offerta agli ospiti nel momento del commiato, per addolcire il viaggio del rientro, un ultimo segno di attenzione all'ospite che si congedava. A descriverli per la prima volta è Catone nel "De Agricoltura” e ancora si ritrovano in documenti tardo-medievali chiamati “mostazoli”.
Cartellate 7. Cartellate - Puglia
È semplicemente impossibile avere amicizie in Puglia e non aver ancora sentito parlare delle Cartellate. Questo dolce natalizio ben noto sia nelle zone di Bari che in alcune aree della Basilicata, deve il suo nome al suo aspetto “incartocciato”: le fasce di pasta che rappresentano le fasce del Bambino Gesù in culla, vengono avvolte per formare una specie di goloso fiore da friggere e gustare in compagnia. Note anche in dialetto come cartiddhate, si possono assaggiare in regione tutto l’anno, ma Natale è il loro momento. Piacciono per diversi motivi: perché sono una vera e propria coccola dolce, perché sono croccanti e tuffate nel miele o nel vincotto, hanno davvero quel quid in più.
Buccellato 8. Buccellato - Sicilia
Alla Sicilia dobbiamo un gran numero di prelibatezze e il Buccellato ne è un esempio: dalla tipica forma di ciambella è realizzato con una sfoglia di pasta frolla che avvolge teneramente un ripieno di fichi secchi, mandorle, uva passa, scorze d'arancia, un tripudio di ingredienti un tempo nobili. Tipico della zona di Palermo, come molte specialità siciliane è il risultato dell’incontro attraverso i secoli di culture e popoli diversi. Il nome deriva da “buccellatum”, con cui in latino si indica un pane a forma di ciambella che gli antichi Romani preparavano nei periodi di festa. A quanto pare, però ci sarebbe anche lo zampino della toscana. Fin dal Medioevo infatti, a Lucca si prepara un dolce a forma di ciambella, ripieno di uva passa, che in seguito è arrivato sull’isola insieme a una colonia lucchese. Non manca l’influenza araba foriera di ingredienti come cedri, arance, mandorle e soprattutto cannella.
9. Panpepato - Umbria
Forte anche della recente certificazione Igp, il Panpepato o pampepato, specialità di Terni, vive un momento di successo. Già noto nel 1500, veniva preparato con ingredienti che nella vita rurale si potevano mettere da parte durante l'anno (frutta secca, uvetta, canditi, cacao amaro, miele, caffè, spezie e farina). Nel tempo il prodotto è diventato "il simbolo della gastronomia ternana durante le festività natalizie". Di colore marrone scuro, quasi nero, a forma di cupola, l’impasto ha una consistenza compatta, morbida grazie alla presenza di cioccolato, uva passa, canditi, miele, caffè e mosto cotto, ma croccante per la frutta secca tostata: un trionfo di nocciole, mandorle, pinoli. Il profumo e il sapore sono dominati dal cacao e dalle spezie: cannella, pepe e noce moscata.
10. Bocconotti - Abruzzo
In Abruzzo, specie nella zona nel teramano, i bocconotti ripieni di marmellata d’uva sono tra i dolci natalizi più diffusi e amati. Secondo la tradizione, dovevano essere preparati ogni anno all’inizio di dicembre, rigorosamente in enormi quantità come ogni nonna ricorda, per poi essere regalati a parenti e conoscenti o offerti agli ospiti per tutta la durata delle feste. Il nome sarebbe dovuto alla loro golosità, tale che li si divora in un sol “boccone”. Sono dolcetti di pasta frolla con il tradizionale ripieno di mandorle e cioccolato nella tipica forma a cestino coperto (o di tazzina da caffé) e anche se di origine Abruzzese, se ne possono trovare di diverse varianti anche in Calabria e Puglia.
Scegli su quale testata vuoi vedere questo contenuto