Viene prodotto con uva nebbiolo, che nell’alto Piemonte è spesso chiamata spanna, con l’aggiunta di una minima percentuale di vespaiola e uva rara. Sul piano genetico, allora, sono stretti i rapporti di parentela con il Barolo e il Barbaresco, nonostante le naturali differenze delle condizioni microclimatiche dei rispettivi luoghi di origine. È interessante notare, inoltre, come il Gattinara necessiti di un lungo periodo di affinamento in cantina, in botte e in bottiglia, prima di essere posto in commercio. In proposito, nella sua guida “I Vini d’Italia”, pubblicata nel 1961, il giornalista Luigi Veronelli scrisse: “Gattinara…Maturo a cinque anni, perfetto nei successivi sino a tarda età. Bel colore rosso rubino, brillante, col passar del tempo, via via, al rosso granato, al mattone, al vivo aranciato cristallino. Sottile e soave al profumo di lampone prima, delicato bouquet in cui eccellono la rosa e la viola poi. Finezza e delicatezza di gusto, nerbo vigoroso; armonico, vellutato, perfetto; stoffa piena, vellutata, consistente ed elegante…”.
Travaglini: vini d’autore
Nel 1958, Arturo Travaglini ebbe la felice idea di impegnarsi in un ambizioso progetto di trasformazione completa dell’attività vitivinicola dell’impresa di famiglia. Iniziò allora a lavorare, in campagna e in cantina, cercando costantemente di ottenere il miglior risultato possibile. Poteva sembrare un dogma un po’ velleitario ma via via è diventato il filo conduttore della filosofia operativa della casa. Le positive conseguenze delle sue intuizioni sono oggi confermate dalle riflessioni della nipote Alessia. Ha studiato economia all’Università Cattolica di Milano e a New York ha maturato una proficua esperienza professionale nell’ambito del marketing, prima di tornare tra le mura domestiche per occuparsi di vino. Anzi, di Gattinara.
Travaglini, che dispone di una superficie vitata di 44 ettari, è oggi più che mai tra le aziende di maggiore rilievo del Gattinara. Pochi i suoi vini, ma molto curati.
Mi hanno persuaso appieno, tra gli altri: “Nebolè” - spumante metodo classico, dosaggio zero. Da uve nebbiolo al 100% con 46 mesi di contatto con i lieviti. In vendemmia, c’è una rigorosa scelta dei grappoli adeguati a ottenere la giusta base necessaria per la spumantizzazione. Sembrano ben avviate le prove per allungare sensibilmente i tempi della maturazione, contando sulle peculiarità della cultivar.
“Coste della Sesia” D.O.C. Nebbiolo - le uve destinate alla produzione di questo vino sono raccolte da viti ancora giovani. È nebbiolo al 100%, anche se il disciplinare della D.O.C. consentirebbe l’aggiunta del 15% di altre varietà. Per la piacevolezza risulta adatto a tutto pasto.
Gattinara D.O.C.G. 2017 - la bottiglia, utilizzata anche per la Riserva, colpisce per la sua forma veramente singolare, studiata appositamente per agevolare il servizio nel bicchiere e nel decanter. L’accorgimento aiuta a trattenere il sedimento eventualmente formatosi nel tempo.
Gattinara D.O.C.G. Riserva 2015 - è prodotto esclusivamente nelle annate ritenute all’altezza per la qualità delle uve. “Colore granato intenso, all’olfatto evidenzia delicati sentori speziati, dominati da una netta e forte mineralità; ricorda la ciliegia, la rosa e la liquirizia. Gradevolmente tannico, fresco e persistente”. Un inno alla gioia.
Enoteca Regionale di Gattinara
Con l’obiettivo di valorizzare i vini dell’Alto Piemonte, il 10 luglio 1999 è stata inaugurata l’Enoteca Regionale di Gattinara, la quale in pratica è un punto di riferimento per gli operatori di quattro province. Vale a dire: Vercelli, Novara, Biella e Varbano Cusio Ossola. La sede è posta all’interno di Villa Paolotti, una elegante dimora ottocentesca contraddistinta da una bella corte interna.
È il caso delle D.O.C. Coste della Sesia; Valli Ossolane e Colline Novaresi. Inoltre, occorre tenere in considerazione gli interventi tesi a recuperare convenientemente antichi vitigni quali la bonarda e la vespolina”.
Naturalmente, seguendo l’esempio delle altre analoghe istituzioni piemontesi, l’Enoteca di Gattinara promuove manifestazioni enologiche, culturali e turistiche in linea con gli scopi prefissati.