Non voleva certo essere una riscoperta dei vini, ma il tema dell'incontro era molto intrigante: una degustazione dedicata a vini diversificati per tipologia di chiusura (sughero o tappo a vite) per comprenderne le differenze e valutarne le peculiarità..Partendo dal territorio, ricordiamo che siamo a ridosso delle Alpi Dolomitiche; la superfice vitata supera i 5.500 ha quasi interamente a Denominazione d'Origine Controllata (98%); sono circa 200 le cantine che producono 330.000 ettolitri di vino ogni anno; il terreno ha una composizione fortemente minerale (formato in prevalenza da porfido vulcanico, calcare dolomitico e roccia metamorfica di quarzo e mica); climaticamente si registrano forti escursioni termiche.
Conservare per lungo tempo queste caratteristiche ai vini è cosa molto difficile.
Generalmente viene utilizzato un tappo di sughero, materiale naturalmente poroso, che, però, permette un passaggio di ossigeno e, dunque, comporta una evoluzione, seppure lenta, del vino; in definitiva, un invecchiamento. Inoltre, porta con sé molti imprevisti: tra TCA ed ossidazioni varie, statisticamente si quantifica nella misura del 10% la quantità di bottiglie difettose, all'atto della stura, a causa della chiusura con tappo di sughero.
Il tappo a vite, invece, permette di ridurre la quantità di anidride solforosa aggiunta per la spedizione; non si corrono pericoli di contaminazione del sughero; si riducono i problemi legati alle variazioni termiche e di umidità dell'ambiente in cui è conservata la bottiglia, che incidono sul sughero o materiali simili (silicone o polimeri vegetali). Il vino, però, dev'essere preparato ad hoc a partire dalla vendemmia
Le lunghe conservazioni in assenza di ossigeno, possono creare problemi di riduzione; è bene aspettare alcuni minuti dopo l'apertura della bottiglia, prima di degustarlo.
I vini evolvono solo parzialmente ed emanano solo una parte di profumi, non certo quelli terziari; probabilmente questo tipo di tappatura non è indicato per quei vini, anche bianchi, che mostrano capacità evolutive molto piacevoli o cercate dal consumatore.
Questi tappi, infatti, non sono consigliati per i grandi vini ricchi di tannini che per raggiungere la maturità necessitano di micro ossigenazione.
I vini assaggiati.
Cantina Valle Isarco - AristosKerner
Cantina Valle Isarco - Aristos Kerner 2018
Vitigno diffuso solo in Val d'Isarco; coltivato su terreni poveri tra i 750 e 980 metri di altitudine, ma ricchi di scheletro e minerali; sette mesi di maturazione sulle fecce nobili, poi imbottigliato con l'aggiunta di soli 15 mg solforosa e tappato con sughero.
Profumi molto intensi di rosa e frutta esotica matura; al palato è fresco, maturo e pervasivo, ha una piacevole nota vegetale appassita, dona sapori del frutto della passione, è leggermente ammandorlato; ha una elevata componente acida, il sorso è molto scorrevole e la chiusura è speziata.
Lo abbinerei con frutti di mare e crostacei.
Cantina Kaltern - Pinot Bianco Quintessenz
Cantina Kaltern - Quintessenz Pinot Bianco 2018
I vigneti sono a 550-600 metri d'altitudine; il terreno è prevalentemente calcareo; il mosto fermenta in botti di rovere da 500 litri e matura per 10 mesi in botti grandi con batonnage continuo. Tappato con sughero.
Il colore è paglierino con riflessi verdognoli; i profumi sono delicati: fiori bianchi, pera e leggera affumicatura; i sapori vanno dalla frutta matura a polpa bianca al pompelmo rosa, c'è una leggera nota dolce, ma è asciutto, scorrevole e speziato; vino molto composto ed allo stesso tempo espressivo.
Abbinamento ideale con pesce affumicato.
Falkenstein - Riesling
I vigneti giacciono sui 600-750 metri in Val Venosta. Fermentazione e maturazione per oltre 10 mesi in legno di acacia. Tappo a vite e affinamento in bottiglia per ulteriori 12 mesi in cantina.
Il colore è paglierino carico con riflessi metallici; profumi di pesca ed albicocca, pietra focaia, roccia bagnata, si apprezzano note di idrocarburi; i sapori spaziano dagli agrumi all'albicocca non perfettamente matura; di buon corpo, abbastanza secco, ha un'acidità elevata ed è di buona finezza.
Per l'abbinamento regge sicuramente pesci grassi e carni bianche.
Tiefenbrunner - Sauvignon Blanc
Vigneti collinari tra 400 e 700 metri d'altitudine in terreni di sabbia e ghiaia calcarea. Dopo una veloce macerazione e la fermentazione in acciaio a temperatura controllata, metà mosto matura in grandi botti di rovere per almeno sette mesi e con regolare batonnage, mentre l'altra metà matura in acciaio. Quindi, viene assemblato ed imbottigliato con tappo a vite.
Paglierino carico con riflessi verdognoli; i profumi richiamano la frutta esotica, la pietra focaia ed i fiori di sambuco. Il sorso regala sapori di agrumi maturi, mango, frutti esotici; l'acidità è elevata e vibrante, nel complesso abbastanza morbido e secco.
Abbinamenti consigliati: insalata di mare ed asparagi.
Franz Haas - Pinot Nero
I vigneti giacciono tra i 350 ed i 900 metri d'altitudine ed anche la composizione del terreno è molto eterogenea; ma sono tutti ad alta fittezza di piante per ettaro. La fermentazione avviene in vasche aperte e la massa viene sottoposta a continui rimontaggi e follature. Dopo un anno di barrique, viene imbottigliato e chiuso con tappo a vite.
Il colore è rubino abbastanza chiaro; profuma intensamente di frutti bosco maturi, lamponi, chiodi di garofano, note nocciolate ed offre anche una leggera nota verde; al sorso tornano sapori di frutti di bosco con una nota di buccia d'arancia; è asciutto, fresco, leggermente ammandorlato, speziato, asciutto e scorrevole.
Lo abbinerei con una sostanziosa zuppa di pesce o con coniglio arrosto.
Cantina Bolzano - Lagrein Riserva Taber.jpg
Cantina Bolzano - Lagrein Riserva Taber 2015
I vigneti sono ad un'altitudine di 250 metri intorno alla città di Bolzano, su terreni sabbiosi e sciolti. La fermentazione avviene in botti di legno, mentre la maturazione avviene parte in barriques e parte in botti grandi per 12 mesi. Per la chiusura della bottiglia si usa il sughero.
Il colore è intenso e cupo; profuma di viola, di marasca ed amarena, accompagnati da una leggera nota vegetale; il sorso è asciutto e fresco, ampio di sapori, scorrevole, pastoso, sapido e manifesta una buona speziatura alla sua chiusura; abbastanza elegante.
Ottimo con carni dolci di selvaggina, anche salsate.