Il ricordo di Alessandro Medici, venticinque anni e quinta generazione della famiglia, è vivo e affettuoso quando parla dei nonni con i quali ha passato molta della sua infanzia.
Siamo nelle aree vinicole più vocate dell’Emilia Romagna, dove l’azienda Medici Ermete ha nobilitato il Lambrusco e vitigni autoctoni sui settantacinque ettari vitati.
Alesandro è brand ambassador dell’azienda “Giro il mondo per racontare il nostro Lambrusco” e coordina il lavoro commerciale delle sei zone in cui la Medici Ermete ha diviso il mercato globale. L’azienda produce ottocentomila bottiglie da vigneti di proprietà e svolge un intenso lavoro di imbottigliamento in conto terzi per dieci milioni di bottiglie.
Amministratore delegato è Alberto Medici, Pierluigi Medici è export manager e Alessandra Medici è responsabile dell’ospitalità.
“Il tutto con estrema ricerca della qualità affidata ad agronomi, una squadra di enologi, approfonditi studi in vigna e utilizzo della tecnologia dove serve”.
Il responsabile della parte enologica è Otello Venturelli, con l’esperienza di cinquanta vendemmie, a breve subentrerà Matteo Scaltriti, giovane e preparato enologo. “Anche se - aggiunge Alessandro - mio nonno Giorgio, ottantadue anni, continua ad assaggiare le basi di Lambrusco
Esattamente, anche se casa nostra è piu in centro, frequentavo molto quella dei miei nonni dove andavo a studiare e spesso camminavo nei vigneti. Un rapporto splendido con entrambi i nonni, ne parlavo proprio ieri con mia mamma, anche se adesso non li vedo da qualche mese per motivi legati alla quarantena. Uno è vignaiolo e l’altro macellaio a Reggio Emilia. Un precursore del delivery, lui consegnava la carne a casa dei clienti già negli anni ‘50 e ‘60. Un precursore, quasi un pioniere
La generazione chiave per la nostra azienda è senza dubbio la quarta, con il lavoro che ha compiuto mio papà, uomo di grande intelligenza. Lui è senz’altro uno dei più grandi pionieri del mondo del Lambrusco, producendo dalla vendemmia 1993, il Lambrusco Concerto, uno dei primissimi cru, gli americani lo chiamano “single Wineyard” un singolo vigneto di uve Lambrusche. Un concetto completamente nuovo rispetto alla lavorazione tradizionale del Lambrusco da tanti vigneti differenti e da tante varietà differenti unendo Sorbara, Salamino e Grasparossa. Il mio babbo invece ha deciso di vinificare Salamino, varietà principale a Reggio Emilia, in purezza e da un singolo e selezionato vigneto. Un Lambrusco secco, vitigno meraviglioso, a differenza della varietà dolce che negli ottanta ha rovinato l’immagine di questo vino. Concerto è stato anche il primo Lambrusco Secco ad arrivare nel 1994 negli Stati Uniti, mercato principale.
Una considerazione che mi stimola molto, innanzitutto non essere gli unici è fondamentale per creare una denominazione, una zona. Ho finito poco fa un seminario online con dei norvegesi, dove spiegavo appunto che, grazie al cielo, la Medici Ermete non è l’unica azienda presente in Emilia Romagna, è molto importante essere una squadra di produttori, per creare un Lambrusco contemporaneo. Un vino che, negli ultimi cinque anni sta diventando su piazze importanti come New York, San Francisco, Vancouver, Toronto, Tokyo e Seoul, molto ricercato da una generazione di giovani sommelier. Succede anche in Italia, in particolare a Milano dove è ricercato il Lambrusco, sia rifermentato in bottiglia che metodo classico. Tutto questo è molto affascinante
Per due ragioni, perchè rappresenta una famiglia di tante varietà, ciascuna con sfumature differenti, una peculiarità unica. La seconda ragione del suo fascino è la possibilità di poter essere, in tutte le sue varietà, vinificato in tre diversi modi di produzione. Il metodo Charmat con la seconda fermentazione in autoclav, dove abbiamo prodotti più freschi e fruttati. Il metodo classico dove si ottengono le più belle espressioni di Lambrusco, in termini di complessità. Infine e lo ritengo il più intrigante, il metodo della rifermenta ione in bottiglia, chiamato ancestrale, ed è vero, il mio trisavolo, lo faceva così nel 1890
C’è un bellissimo rapporto. Ho imparato tanto e ringrazio sia mio nonno che mio papà per il bellissimo percorso che mi hanno permesso di compiere, preparandomi ad affrontare il mondo. Anche se ho ancora molto da imparare
Sei libero di prendere decisioni ?
Mio papà mi lascia pensare e fare molto, poi abbiamo un giusto confronto, dove l’ultima parola è la sua. Ritengo che la gerarchia dei ruoli sia molto importante
E funziona ?
A ventun anni, mentre facevo l’università, ho proposto un vino che oggi viene prodotto. Parlo proprio del “Phermento” il nostro Lambrusco rifermentato in bottiglia.
In degustazione
Concerto
Il Lambrusco da singolo vigneto. Carattere e raffinata bollicina, pienezza olfattiva dove spicca la ciliegia. Intenso e persistente, acidità equilibrata ed armonioso come ispira il suo nome
Daphne
Malvasia doc Secco dai colli di Scandiano e Canossa. Aromatico al naso è intenso e brioso al palato. Spiccata identità territoriale
Assolo
Ancellotta e Lambrusco Salamino per questo Lambrusco Reggiano doc secco. Espressione classica del territorio, presenta una rotonda morbidezza senza mai eccedere nei toni. Bella beva a tutto tondo
Phermento
Rifermentato in bottiglia, un vino immediato, fragrante e di bella vivacità. Al naso frutta rossa e lampone con sfumature di frutta secca. Al palato è di spiccata identità, asciutto ed elegante sebbene ancestrale
Carezza
Il nuovo Spumante Metodo Classico da uve Lambrusco di Sorbara. Un prodotto importante, dodici mesi di fermentazione, ma ispirato ad un consumo più contemporaneo e anche più accessibile. Una bella acidità equilibrata dall’identità stilistica di famiglia. Ecco perché il nome “carezza”.