LA BOTTIGLIA

Trerose: il Simposio 2015 che richiama l’amor platonico

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In una Toscana dai panorami di ineguagliabile bellezza, la Tenuta Trerose incanta per la sua posizione unica. La Villa padronale risalente al 1521 divenne la sede del Cardinale di Cortona Silvio Passerini. Più tardi il nome Trerose come il logo di famiglia e lo stemma furono portate in dote dal vescovo Jacopo Vagnucci di nobile casato. La Villa è circondata da vigneti disposti ad anfiteatro posti su cinque colli che la abbracciano completamente. Sono 103 gli ettari vitati che portano il nome I Palazzi, Belvedere, Lodola, Poggetto e Santa Caterina impiantati a Sangiovese (biotipo Prugnolo Gentile) che trova nella ricchezza del suolo (argilla, limo sabbia) e nel clima ideale un territorio altamente vocato a potenziare questo tipico vitigno.
La collocazione ad anfiteatro è un esempio di rispetto del territorio in un contesto di viticoltura moderna e di valorizzazione dello stesso. Di grande impatto le tecnologie avanzate per utilizzare al meglio la vinificazione che, pur iniziando in vigna, trova nella bottaia sotterranea il luogo migliore per l’affinamento alternando diverse tipologie di legno per renderlo unico. Ci sorprende il Simposio DOCG Trerose Nobile di Montepulciano 2015 (30 euro), il cui nome si rifà al famoso discorso di Platone sull’Amore. Un vino che rappresenta al meglio questo territorio, ottenuto da un’attenta selezione delle migliori uve dei vigneti più qualificati della Tenuta Trerose, un Prugnolo Gentile in purezza dal colore rosso rubino tendente al granato. Elegante, intenso, profondo con i caratteristici profumi di prugna, viola e note torrefatte di caffè e cacao. Il sorso è fresco ed equilibrato con tannini appaganti e un finale lungo e persistente.

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