Per non parlare dell'Espace Chenot, una spa con poche rivali grazie a un'area di duemila metri quadrati sviluppata su due livelli e di una pizzeria, La Filiale, con la supervisione di un fuoriclasse come Franco Pepe. Due sono le anime pulsanti di questo microcosmo di pace e tranquillità, la prima è Carmen Moretti, artefice di un'accoglienza perfetta, priva di sbavature e dedicata alla piena soddisfazione dell'ospite.
Manager instancabile, in movimento perpetuo e grande esperto di ristorazione è suo marito, Martino De Rosa, il quale l'anno scorso ha pensato di realizzare quello che oggi si può affermare sia diventato un vero e proprio trend, fondendo due realtà confinanti come quella dedicata al fine dining del Leone Felice con l'altra, più informale, del bistrot Vista Lago.
Ridando vita a una vocazione perduta e facendo nascere il LeoneFelice Vista Lago, De Rosa si è (re)inventato il prototipo di un ristorante che unisce un grande livello di servizio a una cucina classica contemporanea con i crismi dell'accuratezza e senza i limiti dell'inaccessibilità, sebbene il contesto non sia quello in cui il prezzo determini la differenza.
La mano in cucina è quella di Fabio Abbattista che di buon grado ha accettato una sfida (vinta, a nostro giudizio), realizzando piatti in cui la sua tecnica è dedicata all'esaltazione della materia prima, va da sé di alta qualità e fresca di stagione. E quel che ne esce è una piena soddisfazione per la gola, come nel caso del leggerissimo waffle al formaggio con maionese al tartufo nero e mortadella di Prato. Grande eleganza per lo shabu shabu di gamberi rossi con zucchine marinate e bernese agli agrumi. Se le linguine con sarda di Montisola, finocchietto e briciole di pane sono una vera ghiottoneria conquista anche la gustosa mantecatura del risotto con carciofi alla brace e pesto alle erbe.
Ancora pesce di lago per una riuscita versione alla mugnaia del lavarello servito con cavolfiore e radice di curcuma. Bella l'idea del carrello dedicato ai dolci, tentazione a cui è davvero difficile resistere. Per un pasto all'insegna dell'assoluta confortevolezza.