Novità in macelleria: tutto in barattolo dal Peposo alla Trippa

Peposo, Trippa, Bracioline, ma anche verdure, cipolle e cavolo viola e la celebre giardiniera. Tutto in barattolo per portarsi a casa il gusto.
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La macelleria Masoni di Viareggio, nella sua versione definitiva parla un linguaggio nuovo: Filiera Totale. La professionalità e l’arte di macelleria di Michelangelo Masoni hanno mantenuto la tradizione, il rispetto dell’ambiente e quella visione etica dell’allevamento e della gestione delle risorse naturali, ma allo stesso tempo hanno trovato la via della novità.

Le carni macellate e trattate da Masoni hanno la fiducia di clienti quali Mauro Colagreco del Mirazur di Mentone, Giuseppe Mancino del di Piccolo Principe di Viareggio, della famiglia Franceschini, proprietaria di Romano, sempre a Viareggio e numerosi grandi chef lungo tutta la Penisola.

L’anno in corso ha sancito la trasformazione di una macelleria che da sempre si considera di ricerca, in un luogo che diversifica l’offerta del gusto.
Da una parte l’ingresso di Fabrizio Mazzantini, camaleontico istrione della cucina legato da sempre a doppio cordone con la carne, e soprattutto il matrimonio professionale di Michelangelo con la Pantano Carni , azienda veneta dinamica e sostenibile,  in grado di garantire tutta la filiera - dalle colture alla tavola- hanno innescato un processo di ricollocazione e di elaborazione delle carni e non solo.

La novità è una linea di prodotti in barattolo di vetro che declina la grande tradizione di preparazioni, sughi, sott’olio, sotto aceto e carpione, e poi “Trippa alla fiorentina”, “Peposo al midollo di bue”, “Braciolina di Angus all’Empolese”.
Vere ghiottonerie, che grazie alla gestione nei baratoli sterilizzati, diventano oggetti da spedire, portar via, gustare successivamente.
Anche gli ortaggi sono protagonisti di queste preparazioni, come il “cavolo viola in aceto di lampone” o i “petali di cipolla di certaldo con capperi di vinci” o la “Mostarda di cipolla di Certaldo”.

“Novità “da asporto” - sottolinea Michelangelo Masoni - che danno ancora più profondità alla voce ed al lavoro con il quale da anni cerchiamo di riportare la macellazione al primordiale concetto di sacrificio. Ogni parte del bovino, ma anche delle verdure viene valorizzata e gestita trovando una collocazione che non è un recupero ma celebrazione. Siamo un gruppo di uomini - conclude Masoni - che senza alzare la voce sta cambiando i termini di considerazione del pianeta carne. Stop alle mode ed alle griffe, spazio ai contenuti. Anche se in barattolo”.


 

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