Alla vista colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, limpido e luminoso; al naso è fine e intenso, floreale e fruttato con una iniziale mineralità; al palato freschezza, spiccata acidità e una buona struttura in sottofondo con un tenore alcolico non trascurabile, gustativamente persistente.
La gioventù è evidente, la promessa di longevità ancor di più.
Colore giallo paglierino carico, al naso floreale, polline di ginestra, frutta gialla matura e una sostenuta mineralità. Al palato è caldo inteso, persistente, con la netta percezione di boisé. Il sorso è carente di freschezza e acidità, persistono note di legno. Una discreta longevità.
Nel bicchiere colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati . Al naso vince la mineralità che lascia poco spazio al floreale ed al fruttato, un legno equilibrato ancora percepibile e un ricordo di caramelle d'orzo. Al palato molto caldo, pieno, corposo ed intenso.
Giallo dorato, luminoso. Al naso floreale, agrumato, pesca gialla matura e cenni di fine mineralità. In bocca è pieno, intenso, sapido e persistente.
Colore giallo dorato brillante Al naso un surplus di frutta caramellata, delicata e gradevolissima mineralità. Al palato pieno con buona freschezza, presenta ancora spigoli disarmonici.
2005 gradi 12,5
Giallo dorato, con limpidezza cristallina, inizialmente si percepisce una fine mineralità, seguita da note balsamiche, sensazione quasi di durezza, e poi incredibilmente una dolce crema pasticcera. Al palato pieno, corposo con spiccata freschezza e sapidità, infinita lunghezza gustativa.
2004 gradi 13
Purtroppo ossidativo e non valutabile.
In alcuni dei campioni valutati la chiusura era fatta da tappi sintetici, per quanto tecnologici ed innovativi non hanno sostituito degnamente il sughero. Per questo motivo, alcune annate non hanno risposto alle aspettative. La mia convinzione riguardo al Pigato, continua ad essere quella di uno dei vitigni bianchi tra i più longevi, sono anche sicuro che dia il meglio di sé vendemmiato all'inizio della maturazione fenolica, dove l'acidità è ancora viva ed aggressiva, l'unica garanzia di lunga vita per un bianco. Una nota doverosa sul 2005, non a caso il meno alcolico, un vino che spiccava sulle altre annate, lo avrebbe fatto anche in una batteria di vini internazionali.