Del resto, a trent'anni e con un passato che comprende esperienze da Gilmozzi a Robuchon, da Baiocco a Villa Feltrinelli all'Enoteca Pinchiorri fino al Noma, è difficile che un cuoco non abbia qualcosa da raccontare. E Galtarossa ha il dono di una narrazione gustativa efficace, con uno stile personale e una freschezza che lasciano il segno: dalla foglia di shiso ripiena di crema di midollo e ventresca di ricciola già a partire dagli amuse bouche, alla lingua di vitello con pigne sotto sale, peperoni, salsa verde e gelato al lievito, alle notevolissime linguine cotte in acqua di go con Prosecco, levistico e polvere di more.
Solo per citare alcuni piatti, perché il percorso di “Anima”, il più lungo di tre con sette portate a 80 euro, vale tutto l'assaggio. Servizio egregiamente governato da Nicolò De Pol e un bar da non sottovalutare per un ottimo aperitivo, con qualche bella sorpresa come lo spritz sui generis ideato da Giovanni Torcellan.