Lo chef è Maurizio Marsili, a suo tempo diligente discepolo di Angelo Paracucchi. Oggi, all’età di 53 anni, ha raggiunto una piena maturità espressiva. Egli cerca prevalentemente il confronto con le specie ittiche generalmente considerate “povere”. Il che vale a dire: palamite, cefali, tracine, sugarelli, sgombri, seppioline e cicale. A riguardo, le prime indicazioni sono date dal gustoso assortimento del “crudo”, integrato da una scenografica coreografia con petali di fiori. Deliziosa, dopo, è l’insalata della salute, costituita da un amalgama di frutta e verdura di stagione con muggine, razza, triglia e scorfano cotti a vapore, insaporita con aceto di lampone.
Ulteriori saggi delle sue convinzioni vengono puntualmente confermati dai filetti di sgombro lievemente affumicato con ulivo e rosmarino e dalla vellutata polenta con polpi e cozze. Il calibrato equilibrio dei sapori vira verso la sopraffina raffinatezza con i “cappelletti” di piselli e sparnocchi preparati in un brodo ristretto di carne e crostacei e, sul medesimo livello gustativo, con i tagliolini neri con sugo di triglia e asparagi. Risulta molto interessante, inoltre, la gentile versione del cacciucco, approntato senza lische e gusci di sorta.
Ma l’attenzione di Maurizio Marsili e dei suoi collaboratori, Alessandro Lucchinelli e Lorenzo Barsotti, è assai puntuale anche nella squisita preparazione delle specialità di terra quali la patata con buccia con fonduta di Parmigiano Reggiano, uovo e tartufo; gli “gnudi” con crema all’erborinato o il cinghiale in umido. Questo perché la cantina del ristorante può vantare un cospicuo patrimonio di Brunello di Montalcino, Barolo e Barbaresco di pregevoli annate. Il servizio è curato con signorile cordialità da Andrea Maggi, un appassionato anfitrione.
Il piacere della sosta può essere prolungato dalla disponibilità di alcune camere.
Menu degustazione a 55 e 85 euro.