Infine è tornato a casa per occuparsi di locali propri, fino all’apertura nel 1993 del Pomiroeu, casa madre e tuttora riferimento gastronomico di una Brianza non certo incline all’alta cucina. Da allora i sogni e i progetti si sono moltiplicati (al momento: Morelli, Bulk e Trattoria Trombetta a Milano, oltre al Phi Beach in Costa Smeralda), ma a sorprendere è la solidità mai noiosa che lo chef brianzolo ha saputo mantenere in ognuna delle sue avventure. L’esperienza lo rende un veterano di mano sicura, ma la mente è volta alla continua ricerca dei punti di contatto tra la cucina italiana e quelle straniere, che si tratti di pescare ingredienti dal Sudamerica o tecniche di fermentazione dal Nord Europa (a onor di cronaca, utilizzate dallo chef brianzolo al pari della raccolta di erbe spontanee, il cosiddetto “foraging”, da ben prima che fossero una moda). Il Pomiroeu è un concentrato di buone idee senza bandiera, dal risotto con burro d’alpeggio e licheni fino all’umile e goloso cavolfiore alla mugnaia con prezzemolo e salsa al limone, passando per i toni agrodolce dell’agnello con carota, mela cotogna e idromele. Conto intorno ai 100 euro sia scegliendo alla carta sia preferendo il menu degustazione, per un’esperienza completata dalla ricca cantina e dal servizio accogliente di Alessandra Garavaglia. Un benessere d’altri tempi con la freschezza delle novità, un’avventura di poche ore dentro la testa colorata e piena di “zio” Giancarlo.