Lavora intensamente, senza pause se necessario; oltre al giornalismo televisivo, è socia della Lucisano Film che produce docu-film “Abbiamo tanti progetti“.
Impegnata nel sociale, è portavoce dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e Doping.
“Pretendo molto da me stessa e sul lavoro sono precisa, non mollo mai, non sopporto chi non ha voglia di lavorare. Per questo dopo l’intervista devo correre a vedere la Roma che settimana prossima gioca la Champions e devo essere informata”.
Questa è Paola Ferrari, forza e carattere e sguardo intenso. Non sopporta le ingiustizie e apprezza il coraggio e la lealtà.
“Ho due figli, quattro cani e un marito che mi piace e al quale amo dedicare del tempo. Sono una mamma apprensiva e premurosa, ma lascio libertà ad Alessandro e Virginia. I fondamentali glieli abbiamo insegnati, e con quelli siamo tranquilli”.
Siamo a Roma, Trastevere, di fronte a Glass Hostaria dove ci attende Cristina Bowerman. Paola sottolinea “Io in cucina poco, ma mio figlio è bravissimo, l’altro giorno ha preparato degli spaghetti alla Nerano, davvero ottimi. Io mangio di tutto, spizzicando, quando vedo quelle ragazze che non mangiano nulla mi fanno una tristezza...”.
Mentre gusta i piatti della chef Bowerman si dice curiosa della cucina dei Paesi dove si trova a viaggiare “Adoro quella greca, Mussaka, Taramà, Zaziki... e scelgo sempre piatti tipici del posto, ovunque mi trovi”.
“Noi donne siamo eccezionali - dice commentando i piatti che arrivano in tavola - ma voglio uscire dal concetto di genere, lo steccato dei panda, e dico che se una persona si applica con passione, dedizione, amore per quello che fa e voglia di sacrificio, concetto quasi scomparso purtroppo, nella vita riesce”.
Da bambina la nonna le dava pane, burro e zucchero, oggi in macchina si porta frutta o parmigiano “Spizzico spesso. Ma è stato con un risotto al gorgonzola che mio marito mi ha conquistata. Lo ha cucinato lui in casa, stiamo insieme da ventidue anni, vuol dire che ha funzionato”.