Evviva la doggy bag: nuovi progetti contro lo spreco alimentare

Il packaging di cartone ondulato attivo permette di contrastare la proliferazione dei microrganismi degradativi e salvare l'equivalente 10% del consumo annuo di frutta e verdura
Il packaging di cartone ondulato attivo permette di contrastare la proliferazione dei microrganismi degradativi e salvare l'equivalente 10% del consumo annuo di frutta e verdura 
Dal Save Bag Cuki al cartone che abbatte la proliferazione dei batteri: numerose le iniziative per cambiare il comportamento alimentare italiano e abbassare il tetto delle 185 mila tonnellate annue di cibo non consumato
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Dopo l’approvazione della legge contro gli sprechi alimentari (la 166/2016, entrata in vigore il 14 settembre scorso), si moltiplicano le iniziative che vanno nella direzione indicata dalla nuova normativa: non solo sprecare di meno, ma anche donare le eccedenze alimentari a chi ne ha bisogno.
 
Il primo progetto, lanciato in questi giorni, si chiama Save Bag ed è realizzato da Cuki in collaborazione con Fondazione Banco Alimentare Onlus. Lo scopo è superare il muro dell’imbarazzo e diffondere l’abitudine, ormai consolidata nel mondo anglosassone, di portarsi a casa dal ristorante gli avanzi di cibo. L’iniziativa è sostenuta anche da Eataly, che ha deciso di dotare i suoi ristoranti di “Save Bag Kit”, le apposite confezioni per l’asporto delle pietanze non completamente consumate. Contribuire alla diffusione di buone abitudini fuori casa, infatti, può generare un circolo virtuoso anche nei consumi domestici. Nel settore della ristorazione, sia commerciale sia collettiva, un’indagine del Politecnico di Milano e Fondazione Banco Alimentare stima infatti che il valore annuo dello spreco alimentare si aggiri intorno ai 2,6 miliardi di euro, con 185 mila tonnellate di cibo sprecato
 
Il secondo progetto, invece, riguarda il packaging intelligente antispreco brevettato dal Consorzio non profit Bestack insieme all’Università di Bologna. Si tratta di un’innovativa confezione che, grazie a oli essenziali naturali aggiunti nel cartone per contrastare la proliferazione dei microrganismi degradativi, è in grado di aumentare la vita di scaffale di frutta e verdura di diversi giorni. E permettere un risparmio stimato in un miliardo di euro per circa 850 mila tonnellate di prodotto: il 10% della frutta e della verdura consumata in Italia in un anno.
 
Il packaging in cartone ondulato attivo è il risultato di oltre cinque anni di ricerche sviluppate dal Dipartimento di Scienze e tecnologie agroalimentari dell’ateneo bolognese. Nel corso del 2016 è stato sperimentato nei punti di vendita al consumo del gruppo Agrintesa, dove sono stati misurati i benefici in termini di freschezza nel tempo del prodotto, di riduzione degli scarti alimentari e di mantenimento delle proprietà organolettiche.

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